Norme Legali e Tecniche

Come e Cosa

Il mondo è grande e diversi gli usi e costumi di chi lo abita.

Considerando le economie che si configurano a livello singolo in relazione al mercato ma anche quelle rappresentative di Stati-Nazioni organizzati in Unioni, Comunità o Confederazioni, persistono peculiarità che impediscono ad oggi definizioni, norme tecniche e legali univoche cui poter fare riferimento, ed ancorchè il processo di unificazione in alcuni casi sia in corso, possiamo dire che l’interscambio commerciale anticipa l’organizzazione di riferimenti comuni creando gravi  danni per  confusione, rallentamenti ed aumento dei costi.

Per questo un accenno al Come e Cosa in questa logica è doveroso.

L’Art. 50 (Velocipedi) Del Decreto Legislativo 30 Aprile 1992, n. 285 – Nuovo Codice della Strada Italiano – modificato dalla Legge del 3 febbraio 2003, n. 14 – recita:

 1.  I  velocipedi  sono i veicoli   con   due   ruote  o  piu’  ruote  funzionanti  a propulsione esclusivamente muscolare, per mezzo di pedali o di  analoghi  dispositivi,  azionati  dalle  persone che si trovano  sul  veicolo; sono altresi’ considerati velocipedi le  biciclette  a  pedalata  assistita, dotate di un motore ausiliario   elettrico  avente  potenza  nominale  continua massima di 0,25 KW la cui alimentazione e’ progressivamente ridotta  ed infine interrotta quando il veicolo raggiunge i 25 km/h o prima se il ciclista smette di pedalare.

2.  I  velocipedi  non  possono  superare  1,30 m di larghezza, 3 m di lunghezza e 2,20 m di altezza.

La Direttiva 2002/24/CE del 18 Marzo 2002 relativa all’omologazione dei veicoli a motore a due o tre ruote (anche quattro) è stata recepita da tutti gli stati membri della Comunità Europea  per  cui vale quanto si riporta a titolo di esempio per  il citato nuovo  C.d.S.  italiano al

TITOLO III – DEI VEICOLI.  Capo I – DEI VEICOLI IN GENERALE Art. 47. Classificazione dei veicoli.

1. I veicoli si classificano, ai fini del presente codice, come segue:
a) veicoli a braccia; b) veicoli a trazione animale; c) velocipedi; d) slitte; e) ciclomotori;                f) motoveicoli; g) autoveicoli; h) filoveicoli; i) rimorchi; l) macchine agricole; m) macchine operatrici; n) veicoli con caratteristiche atipiche.

2. I veicoli a motore e i loro rimorchi, di cui al comma 1, lettere e), f), g), h), i) e n) sono altresì classificati come segue in base alle categorie internazionali:

a)
– categoria L1e: veicoli a due ruote la cilindrata del cui motore (se si tratta di motore termico) non supera i 50 cc e la cui velocità massima di costruzione (qualunque sia il sistema di propulsione) non supera i 45 km/h;

- categoria L2e: veicoli a tre ruote la cilindrata del cui motore (se si tratta di motore termico) non supera i 50 cc e la cui velocità massima di costruzione (qualunque sia il sistema di propulsione) non supera i 45 km/h;

 – categoria L3e: veicoli a due ruote la cilindrata del cui motore (se si tratta di motore termico) supera i 50 cc o la cui velocità massima di costruzione (qualunque sia il sistema di propulsione) supera i 45 km/h;

 – categoria L4e: veicoli a tre ruote asimmetriche rispetto all’asse longitudinale mediano, la cilindrata del cui motore (se si tratta di motore termico) supera i 50 cc o la cui velocità massima di costruzione (qualunque sia il sistema di propulsione) supera i 45 km/h (motocicli con carrozzetta laterale);

 – categoria L5e: veicoli a tre ruote simmetriche rispetto all’asse longitudinale mediano, la cilindrata del cui motore (se si tratta di motore termico) supera i 50 cc o la cui velocità massima di costruzione (qualunque sia il sistema di propulsione) supera i 45 km/h;

- categoria L6e: quadricicli leggeri, la cui massa a vuoto  e’inferiore o pari a 350 kg, esclusa la  massa  delle  batterie  per  i veicoli elettrici,  la  cui velocita’ massima per costruzione  e’inferiore o uguale a 45 km/h  e  la  cui  cilindrata  del motore  e’inferiore o pari a 50 cm³ per i motori ad accensione comandata; o  la cui potenza massima netta e’ inferiore o uguale a 4 kW per gli  altri motori, a combustione interna; o la  cui  potenza  nominale  continua massima e’ inferiore o uguale a 4 kW per  i  motori  elettrici.  Tali veicoli sono  conformi  alle  prescrizioni  tecniche  applicabili  ai ciclomotori  a  tre  ruote  della  categoria  L2e,  salvo  altrimenti disposto da specifiche disposizioni comunitarie;

 – categoria L7e: i quadricicli, diversi da quelli di  cui  alla categoria L6e, la cui massa a vuoto e’ inferiore o pari a 400 kg (550 kg per i veicoli destinati al trasporto di merci), esclusa  la  massa delle batterie per i veicoli elettrici,  e  la  cui  potenza  massima netta del motore e’ inferiore o uguale a 15  kW.  Tali  veicoli  sono considerati come tricicli e sono conformi alle prescrizioni tecniche applicabili ai tricicli della categoria L5e salvo altrimenti disposto da specifiche disposizioni comunitarie;

b)
– categoria M: veicoli a motore destinati al trasporto di persone ed aventi almeno quattro ruote;
– categoria M1: veicoli destinati al trasporto di persone, aventi al massimo otto posti a sedere oltre al sedile del conducente;

- categoria M2: veicoli destinati al trasporto di persone, aventi più di otto posti a sedere oltre al sedile del conducente e massa massima non superiore a 5 t;

 – categoria M3: veicoli destinati al trasporto di persone, aventi più di otto posti a sedere oltre al sedile del conducente e massa massima superiore a 5 t;

 c)
– categoria N: veicoli a motore destinati al trasporto di merci, aventi almeno quattro ruote;

- categoria N1: veicoli destinati al trasporto di merci, aventi massa massima non superiore a 3,5 t;

 – categoria N2: veicoli destinati al trasporto di merci, aventi massa massima superiore a 3,5 t ma non superiore a 12 t;

 – categoria N3: veicoli destinati al trasporto di merci, aventi massa massima superiore a 12 t;

 d)
– categoria O: rimorchi (compresi i semirimorchi);

 – categoria O1: rimorchi con massa massima non superiore a 0,75 t;

- categoria O2: rimorchi con massa massima superiore a 0,75 t ma non superiore a 3,5 t;

 – categoria O3: rimorchi con massa massima superiore a 3,5 t ma non superiore a 10 t;

 – categoria O4: rimorchi con massa massima superiore a 10 t.

Come si vede dunque, nei veicoli a motore non rientra la categoria c) “velocipedi” (di cui non solo le biciclette fanno parte) anche se assistiti da un motore elettrico nei limiti di quanto previsto dalla citata direttiva comunitaria all’Articolo 1. Punto h) “biciclette a pedalata assistita, dotate di un motore ausiliario elettrico avente potenza nominale continua massima di 0,25 kW la cui alimentazione è progressivamente ridotta e infine interrotta quando il veicolo raggiunge i 25 km/h o prima se il ciclista smette di pedalare”, che li esclude espressamente insieme ai “veicoli aventi una velocità massima per costruzione non superiore a 6 km/h” citati al Punto a).

In relazione alla Direttiva 2002/24/CE va ricordata anche la seguente Nota:

Le direttive particolari prevederanno norme specifiche per i “ciclomotori a prestazioni ridotte”, cioè per i ciclomotori muniti di pedali, di un motore ausiliario di potenza pari o inferiore a 1 kW e aventi velocità massima per costruzione inferiore o pari a 25 km/h. Queste norme specifiche riguarderanno in particolare gli elementi e le caratteristiche di cui alle rubriche 18, 19, 29, 32, 33, 34, 41, 43 e 46 del presente allegato.

I veicoli a pedalata assistita sono inoltre oggetto delle seguenti norme.

Norma EN 15194 del 2009: EPAC – Biciclette assistite da motore elettrico, introduce un nuovo standard per armonizzare la costruzione della componente elettrica dei mezzi a pedalata assistita nella Comunità Europea.  Non  richiesta da molti stati membri impone anche 48V per l’accumulatore.

Norma EN 14764: Biciclette da città e da trekking vale per la componente ciclistica.

Direttiva 2006/42/CE relativa alle macchine.

2004/108/CE relativa alla compatibilità elettromagnetica.

Direttiva 2006/66/CE relativa a pile e accumulatori e ai rifiuti di pile e accumulatori vanno inoltre rispettate.

Vien da dire che se un veicolo assimilabile alla bicicletta non fosse considerato alla stregua di una navicella spaziale e più precisamente che se non esistessero tante lobbies, si potrebbe leggere molto meno e probabilmente fare anche meglio.

Più semplicità e meno ridondanza infatti, come è stato storicamente senza problemi, non compromettono certamente la sicurezza dell’utilizzatore che alla fine resta sempre responsabilità del produttore, e certamente farebbero risparmiare a tutti tempo e denaro, favorendo la concorrenzialità e la possibilità di sviluppo anche della piccola impresa.

E’ controsenso ed antieconomico all’ennesima potenza normare il capello e prolificare in leggi legalizzando la confusione e con essa l’immobilità, predicare nell’apparenza il bene per razzolare male e così favorire veicoli ultragrandi che se non hanno 100 KW son considerati niente, in un’ottica legislativa che impone limiti sempre più stretti alle velocità ed alle emissioni permesse, in un contesto viabile che pur continuando a deturpare l’ambiente è comunque sempre carente di spazi viabili e, giusto per finire, in un mondo economico dall’equilibrio sempre più difficile ed incerto.

E purtroppo…il risultato di tanta opulente follia, è ormai visibile a molti.

Noi di Minimal Powertrain SA, denunciamo senza paura questa immensa mancanza di buonsenso e razionalità unitamente all’ambiguità creata ad arte per nasconderla all’evidenza, perché è il credo  che ci ha appassionati a questo settore.

Le biciclette hanno una tradizione storica che non ha mai fatto male a nessuno, anzi a ben vedere è il desiderio di strapotere di cui siamo malati che può danneggiare il ciclista ed i veicoli ancor oggi per legge assimilabili, realmente possono configurare la giusta soluzione per il corto raggio, purchè leggi e balzelli non vanifichino questa grande, economica opportunità.

Diffondiamo questi Way affinchè ciò non accada, poichè non c’è eccezione che possa giustificare variazioni restrittive allo status quo che consente di toccare punte di 25 Km/h assistiti da un motore elettrico che ha un sesto della potenza di un asciugacapelli.

Così è infatti già biomeccanicamente possibile da sempre per un fisico sano, capace anzi di prestazioni di molto superiori se ben allenato.

Forse che la quantità di moto di un veicolo di massa 30 Kg o fosse anche 350Kg è più pericolosa di quella di una vettura di 1000 Kg che non riusciamo a capire come possa andare a 30 Km/h per non prendere  le multe?

Piuttosto di proliferare nelle necessità di omologazione e costi conseguenti, costi di mantenimento inclusi, ecco che sarebbe stato meglio armonizzare a 30 Km/h il valore limite di velocità per i veicoli a pedalata assistita, eliminando contestualmente il tetto dei 250 W che ne limita assurdamente l’agilità a svantaggio della fluidità del traffico e l’uso in salita, completando così in modo intelligente ciò che dal 2002 era e resta solo una Nota.

Non è che ci sia troppo poco interesse economico  a promuovere la potenza minimale?

Potrebbe essere la ragione logica.

Riassumendo.

Nel caso la potenza nominale continua massima sia limitata a detti 250 W e la trazione configuri un Ibrido elettrico-muscolare con velocità massima “assistita” di 25 Km/h in assenza di acceleratore, al veicolo sarà consentito circolare su strada pubblica nel rispetto dei soli limiti imposti ad una bicicletta. I termini: PAS (Pedal Assist System o Pedal Assitance Service), EPAC (Electric Power Assisted Cycles) Pedelec (Pedal Electric Cycle o Pedal Electric) in questo caso sono appropriati.

I velocipedi a pedalata assistita o elettrici puri, dotati di motore di potenza superiore alla precedente o che dia assistenza alla pedalata anche oltre i 25 km/h o aventi velocità massima per costruzione superiore a 25 km/h, sono classificati come ciclomotori tradizionali e devono essere omologate come tali; questo comporta in tutti gli stati membri CEE la possibilità dell’Acceleratore, l’uso obbligatorio del Casco, l’obbligo di Assicurazione, un Limite di Età ed in alcuni casi sono previsti un’Abilitazione alla Guida e la Targa. Per la circolazione europea inoltre, configurandosi anche la possibilità di motociclo oltre che di ciclomotore, alla velocità per costruzione non è posto alcun limite. In questo caso i termini bicicletta elettrica, triciclo o quadriciclo elettrico o ibrido leggero o pesante sono corretti.

Ampliando l’orizzonte al mondo, va detto che le normative non sono identiche ed il processo di armonizzazione in corso in ambiti internazionali dedicati, è di incerto divenire.

Negli Stati Uniti ad esempio, la legislazione analoga alle biciclette a pedalata assistita. impone limiti di velocità massima e potenza per le E-Bike di 20 mph (32 Km/h) e 750 Watt  certamente più coerenti, e velocità anche superiori purchè raggiunte in modalità Ibrida con l’apporto di potenza muscolare;  consente inoltre anche l’uso dell’acceleratore.

Questa realtà comporta altre classificazioni con nomi diversi e relativi acronimi: tutti questi veicoli rientrano comunque normalmente nella categoria dei Veicoli Leggeri  di massa inferiore ai 350Kg (LEV→Light Electric Vehicle; HLV→Hybrid Light Electric Vehicle: PHLEV→Plug in Light Hybrid Electric Vehicle).